domenica 29 maggio 2011

Neoplatonismo e Aristotelismo, parte I

Come abbiamo potuto vedere per il Medioevo, così vale anche per il Rinascimento, le due epoche appaiono attraversate da due grandi correnti di pensiero, il neoplatonismo e l’aristotelismo che entrambe risalgono dall’antichità.

In breve riporto alcune osservazioni.

IL NEOPLATONISMO
Con Plotino ci troviamo nell’interpretazione mistica di Platone.

PLATONE
PLOTINO

la caduta (dal mondo intelligibile a quello sensibile) ha carattere metafisico (fondamento archetipico e ideale)


la caduta ha carattere teologico nella misura in cui l’unità, il luogo ideale delle idee perfette e incorruttibili si identifica con Dio, allontanandosi dal quale c’è confusione


il ritorno (dal mondo sensibile a quello intelligibile) ha carattere etico e politico (recuperare la pienezza dell’esistenza umana)


il ritorno ha carattere ascetico e religioso, in quanto implica la soppressione dei vincoli mondani e la liberazione dell’anima dalla prigionia del corpo


il primo grado di ritorno è l’imitazione, da intendersi come condanna dell’arte in quanto imitazione di un mondo depotenziato e svilito – nonostante questo passo sia comunque un primo passo conoscitivo


il primo grado di ritorno è la musica, ossia l’arte nel senso greco del termine

Ci sono principalmente tre autori che si ritrovano nel neoplatonismo rinascimentale: Marsilio Ficino (1433 – 1499), Giordano Bruno (1548 – 1600) e Tommaso Campanella (1568 – 1639).

MARSILIO FICINO
Se Aristotele parlava di sinolo, di insieme indissolubile di materia e forma, Marsilio Ficino, invece, nella Theologia platonica (1482), riprende la divisione di Platone (anima e corpo sono due sostanze diverse con due vite diverse) fin dall’inizio del testo:
 
Liberiamoci in fretta, spiriti celesti desiderosi della patria celeste, dai lacci delle cose terrene, per volare con ali platoniche e con la guida di Dio, alla sede celeste dove contempleremo beati l’eccellenza del genere nostro.

L’anima è copula del mondo in quanto termine medio di estremi e unità di opposti. Si trova tra corpo e anima e, siccome è nata da Dio e aspira a Dio, la mediazione avviene attraverso l’amore che guida l’anima tra gli estremi (caos del cosmo) poiché guidato da bellezza.

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